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In Friuli Venezia Giulia tornano le Province: via libera agli Enti elettivi con il ddl 86

Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine: il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia approva il ddl 86 con cui tornano le Province elettive. Funzioni, organi, personale e tempi

2 LUGLIO 2026

Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha approvato il 1° luglio 2026 il disegno di legge n. 86, che reintroduce le Province come Enti locali elettivi, soppresse nel 2016. Dopo la modifica dello Statuto con la legge costituzionale n. 1/2026, la Regione supera gli Enti di decentramento regionale (Edr) e ripristina un assetto di governo su tre livelli: Comuni, Province e Regione.

Dallo Statuto al ddl 86: il nuovo assetto delle autonomie

La riforma istituisce quattro Province:
1. Gorizia;
2. Pordenone;
3. Trieste;
4. Udine.
 
Con le stesse circoscrizioni territoriali del passato e organi a elezione diretta.
 
Ogni Provincia torna a essere l’Ente di area vasta che rappresenta la comunità e ne promuove lo sviluppo. La norma valorizza la vocazione internazionale e transfrontaliera dei territori e affida ai nuovi Enti compiti in materia di pari opportunità, con la designazione delle consigliere o dei consiglieri di parità. È prevista anche la tutela delle minoranze linguistiche, inclusa la valorizzazione dei dialetti veneti. Vengono così superati gli Edr, istituiti dopo l’abolizione delle Province.

Organi di governo, competenze e personale

Il governo di ciascuna Provincia è affidato a tre organi: consiglio, giunta e presidente.
 
Il presidente è eletto direttamente dai cittadini, dura in carica cinque anni con un limite di due mandati consecutivi;
Il consiglio ha durata quinquennale e il numero dei consiglieri sarà fissato da una futura legge elettorale regionale;
La giunta non potrà superare un quinto dei consiglieri e, fino al 31 dicembre 2028, sarà composta da presidente e tre assessori, con una rappresentanza di genere non inferiore al 40%.
 
Dal 1° gennaio 2027 le Province erediteranno dagli Edr funzioni, beni e personale, trasferito d’ufficio senza perdita di anzianità.