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Posizioni organizzative attribuite illegittimamente

La Corte di Cassazione, (Sez. Lav.), attraverso l’ordinanza del 16 febbraio 2024, n. 4256 ha espresso il proprio parere in merito all'esercizio di fatto di posizioni organizzative attribuite illegittimamente
 

27 MARZO 2024

La Corte di Cassazione, (Sez. Lav.), nell’ordinanza del 16 febbraio 2024, n. 4256 ha stabilito che il dipendente che riceve un incarico di posizione organizzativa, in base ad un atto illegittimo per mancanza dei requisiti di legge (e quindi, in pratica, svolge effettivamente l’incarico), ha comunque diritto alla retribuzione stabilita per quella posizione e ai premi per risultati precedentemente definiti dall’Ente.

La Suprema Corte, confermando il proprio consolidato orientamento giurisprudenziale, osserva quanto segue:
–  la posizione organizzativa si distingue dal profilo professionale e individua, nell’ambito dell’organizzazione dell’ente, funzioni strategiche e di alta responsabilità che giustificano il riconoscimento di un’indennità aggiuntiva;
– ove il dipendente venga assegnato a svolgere le mansioni proprie di una posizione organizzativa, previamente istituita dall’ente, e ne assuma tutte le connesse responsabilità, la mancanza o l’illegittimità del provvedimento di formale attribuzione non esclude il diritto a percepire l’intero trattamento economico corrispondente alle mansioni di fatto espletate.