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In arrivo il nuovo Testo Unico dell’Edilizia: cosa cambierà per cittadini e tecnici?

Semplificazioni, sanatorie e rigenerazione urbana al centro della riforma. Titoli abilitativi più chiari, tempi certi e standard nazionali per difformità e tolleranze: il nuovo TUE cambia tutto ma richiederà tempi lunghi

5 DICEMBRE 2025

La spinta verso un sistema edilizio più semplice, digitale e orientato alla certezza delle regole compie un passo decisivo. Il Consiglio dei ministri ha approvato la legge delega per il nuovo Codice dell’edilizia e delle costruzioni, un testo che punta a riscrivere in profondità l’intero impianto normativo sostituendo il d.P.R. 380/2001 e integrando, in un unico corpus, sicurezza, sostenibilità e urbanistica. Al centro della delega c’è un mix di interventi strutturali: dall’ampliamento del silenzio-assenso alla digitalizzazione dei procedimenti, fino al riordino dei titoli abilitativi che consentono l’avvio dei lavori. Il provvedimento interviene anche su aspetti più sensibili per cittadini e professionisti, come i cambi di destinazione d’uso, con l’introduzione del principio dell’indifferenza funzionale, e la prosecuzione del percorso già tracciato dal “Salva casa” per la regolarizzazione delle piccole difformità. Un percorso che trova una corsia preferenziale per gli interventi anteriori al 1° settembre 1967, destinato a diventare il nuovo spartiacque dell’edilizia privata. Con l’ok del Governo, si apre ora una fase complessa: il Parlamento dovrà valutare il testo e il Governo avrà 18 mesi per varare i decreti attuativi.