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Canone unico patrimoniale, il MEF recepisce la Cassazione: dal 2026 obbligo di pubblicazione delle delibere sul portale del federalismo fiscale

La circolare n. 1/DF chiarisce gli effetti della natura tributaria del CUP dopo la sentenza delle Sezioni Unite

26 MAGGIO 2026

Il Dipartimento delle Finanze ha pubblicato la circolare n. 1/DF del 22 maggio 2026, con cui fornisce indicazioni operative agli enti locali in seguito alla storica pronuncia delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n. 12225/2025, pubblicata il 1° maggio 2026, che ha riconosciuto la natura tributaria del Canone unico patrimoniale (CUP).
La circolare interviene in particolare sulle modalità di pubblicazione delle deliberazioni regolamentari e tariffarie adottate da Comuni e Province a decorrere dal 2026.

La Cassazione: il CUP è un tributo

Con la sentenza n. 12225/2025 le Sezioni Unite hanno chiarito che il:
canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria
ha natura tributaria, nonostante la qualificazione “patrimoniale” utilizzata dal legislatore nella legge n. 160/2019.
La Corte ha valorizzato:
  • la doverosità della prestazione;
  • l’assenza di un rapporto sinallagmatico;
  • la finalità pubblicistica del prelievo;
  • la struttura sostanzialmente assimilabile a TOSAP e imposta sulla pubblicità.
La conseguenza principale è il riconoscimento della giurisdizione tributaria per le controversie relative al CUP.

Obbligo di pubblicazione delle delibere dal 2026

Alla luce della nuova qualificazione tributaria del CUP, il Ministero precisa che:
dal 2026 le deliberazioni regolamentari e tariffarie sul CUP dovranno essere pubblicate sul Portale del federalismo fiscale
secondo le regole previste per i tributi locali.
La pubblicazione diventa quindi elemento essenziale per l’efficacia delle delibere adottate dagli enti locali.

Impatti operativi per Comuni e Province

La circolare comporta importanti effetti pratici per gli enti territoriali.
Comuni e Province dovranno infatti:
  • adeguare i regolamenti del CUP;
  • rispettare le procedure di pubblicazione telematica;
  • coordinare le delibere tariffarie con la disciplina tributaria;
  • verificare i termini di approvazione e trasmissione degli atti.
Il chiarimento ministeriale punta inoltre a uniformare il comportamento degli enti dopo i contrasti interpretativi emersi negli ultimi anni sulla natura giuridica del canone unico patrimoniale.

Verso un riassetto complessivo del CUP

La presa di posizione del MEF rappresenta il primo effetto concreto della pronuncia delle Sezioni Unite e apre la strada a un possibile riassetto della disciplina applicativa del CUP.
Tra i temi destinati a incidere maggiormente sull’attività degli enti locali vi sono:
  • il contraddittorio preventivo;
  • l’autotutela obbligatoria;
  • la disciplina delle sanzioni tributarie;
  • le modalità di riscossione e contenzioso.
Il riconoscimento della natura tributaria del CUP segna quindi un passaggio destinato ad avere effetti rilevanti sia sul piano regolamentare sia su quello gestionale e contenzioso.