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Agevolazioni IMU e obbligo dichiarativo: la Cassazione divisa crea incertezza

In vista della scadenza del 30 giugno restano dubbi su quando la dichiarazione sia davvero indispensabile per ottenere esenzioni e riduzioni
 

19 MAGGIO 2026

Con l’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno per la presentazione della dichiarazione IMU relativa all’anno 2025, torna al centro dell’attenzione il tema dell’obbligo dichiarativo ai fini delle agevolazioni fiscali.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione, infatti, continua a mostrare orientamenti non sempre coerenti, generando incertezza tra contribuenti, professionisti ed enti locali.

Il principio generale: dichiarare solo ciò che il Comune non conosce

Nel sistema IMU vale il principio secondo cui il contribuente non è tenuto a dichiarare informazioni già nella disponibilità dell’amministrazione comunale.

Per questo motivo, l’obbligo dichiarativo sussiste soltanto nei casi previsti dalle istruzioni ministeriali e, una volta presentata la dichiarazione, non occorre ripeterla se la situazione dell’immobile non cambia.

La Cassazione, in diverse pronunce recenti, ha valorizzato il principio di collaborazione e buona fede previsto dallo Statuto del contribuente.

Le aperture della Cassazione

Con la sentenza n. 26921/2025, relativa alle aree edificabili, la Suprema Corte ha affermato che la mancata presentazione di un adempimento meramente formale non può impedire il riconoscimento di un’agevolazione quando i requisiti risultano già noti all’ente impositore.

Lo stesso orientamento è stato espresso:

  • per i fabbricati inagibili già oggetto di ordinanza comunale;
  • per alcune agevolazioni comunali fondate su dati già disponibili;
  • per gli alloggi sociali, rispetto ai quali la Cassazione ha escluso la decadenza automatica dal beneficio.

I casi in cui la dichiarazione resta decisiva

Diversa, però, la posizione della Corte in altre fattispecie.

Per gli enti non commerciali, la Cassazione ha definito la dichiarazione IMU elemento costitutivo dell’esenzione, ritenendola indispensabile ai fini del beneficio.

Ancora più rigoroso l’orientamento sugli immobili merce delle imprese costruttrici: con la sentenza n. 8357/2025 la Corte ha sostenuto addirittura la necessità della dichiarazione annuale, anche in assenza di variazioni.

Un’impostazione che molti operatori considerano eccessivamente formalistica.

Un quadro ancora incerto

Il contrasto tra interpretazioni più sostanzialistiche e orientamenti rigorosamente formali continua quindi a creare un quadro poco uniforme.

In attesa di un consolidamento definitivo della giurisprudenza o di un intervento normativo chiarificatore, per contribuenti e professionisti prevale la prudenza: presentare la dichiarazione IMU resta spesso la scelta più sicura per evitare contestazioni o perdita di benefici fiscali.