News

IMU 2026, parte la nuova stagione delle aliquote: Comuni chiamati a ricalibrare il prelievo entro fine anno

Il D.M. 6 novembre 2025 riscrive le fattispecie differenziabili: obbligo di riallineamento dei regolamenti e centralità del Prospetto delle aliquote
 
 
 
 

1 DICEMBRE 2025

La programmazione delle aliquote IMU per il 2026 entra nella fase decisiva. Il 31 dicembre rappresenta per gli enti locali una scadenza non solo amministrativa, ma strategica: è il termine ultimo per approvare le nuove aliquote tramite il Prospetto delle aliquote IMU, divenuto dal 2025 parte integrante e prevalente della delibera tributaria. Il recente decreto 6 novembre 2025 del Vice Ministro dell’Economia ridefinisce ulteriormente il quadro di riferimento, introducendo nuove possibilità di differenziazione e imponendo ai Comuni una ricognizione tempestiva del patrimonio imponibile e della coerenza tra prelievo, obiettivi di bilancio e politiche territoriali.

Un quadro normativo in continua evoluzione


La disciplina IMU, ridisegnata dalla l. 160 del 2019, prevede un sistema di aliquote modulabili solo entro le fattispecie standardizzate individuate da decreti ministeriali. Dopo il primo impianto del 2023 e l’avvio effettivo del Prospetto delle aliquote nel 2025, il decreto 6 novembre 2025 interviene sulle difficoltà applicative emerse nel primo anno di attuazione obbligatoria.
Il provvedimento introduce significative novità:
-immobili inagibili: la differenziazione non è più limitata alle calamità naturali, estendendosi a ogni forma di inagibilità edilizia;
-nuove categorie di proprietari: oltre a ONLUS e ETS, entrano enti non commerciali, società con o senza personalità giuridica;
-impianti da fonti rinnovabili: la modulazione può basarsi su soglie “fino a”, “oltre” e intervalli di potenza;
immobili a disposizione: la valutazione può poggiare su criteri oggettivi (utenze attive, consumi, arredi, stagionalità).
Si amplia così la capacità dei Comuni di calibrare il prelievo secondo obiettivi di transizione energetica, inclusione sociale e rigenerazione urbana. Ma il margine di autonomia resta vigilato: il Prospetto delle aliquote, da redigere tramite il Portale del Federalismo Fiscale, è ora la fonte esclusiva dell’aliquota applicabile. In caso di mancata approvazione, scatta l’aliquota base, con impatti immediati sul gettito.