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Trasporto pubblico siciliano, per l'acquisto di autobus, violati Codice Appalti e concorrenza

19 MAGGIO 2023

Acquisto sistematico degli autobus destinati al trasporto pubblico siciliano senza gara, con procedure negoziate, violando il Codice degli Appalti e la normativa a tutela della concorrenza. E’ quanto l’Autorità Anticorruzione contesta all’Azienda Trasporti regionale, a conclusione di una approfondita istruttoria su ripetuti acquisti di decine di autobus senza mai pubblicazione di alcun bando di gara. Con Atto del Presidente del 19 aprile 2023, Anac ha evidenziato “plurime criticità nel modus operandi della stazione appaltante, per gli acquisti effettuati nel periodo 2018-2021”. Si tratta di acquisti di autobus, sia nuovi che usati, per un ammontare complessivo di alcuni milioni di euro. Per l’Autorità “si appalesa illegittimo l’operato dell’Azienda Trasporti per violazione dei principi di programmazione, trasparenza e concorrenza, oltre che per un utilizzo improprio della procedura negoziata senza bando di gara”.

La stazione appaltante, infatti, - scrive Anac - ha fatto ricorso ad acquisti fondati quasi esclusivamente su procedure negoziate senza previa pubblicazione del bando di gara, con il coinvolgimento di un numero assai limitato di operatori economici. Non ha provveduto, se non in casi del tutto eccezionali, a disporre affidamenti tramite il ricorso a procedure competitive, dirette a garantire il rispetto della concorrenza e la partecipazione di una pluralità di operatori economici del settore”. Gli unici acquisti effettuati senza ricorso alle procedure negoziate – sottolinea Anac – sono quelli disposti tramite ordine diretto su Consip. “Questo evidenzia – ribadisce l’Autorità – una totale assenza di programmazione da parte dell’Azienda siciliana che, nonostante la perdurante esigenza di rinnovare il parco mezzi per l’espletamento della propria attività istituzionale, procede da anni con ‘acquisti spot’, in assenza di qualunque visione pluriennale che consenta di programmare il proprio fabbisogno attraverso la manifestazione delle proprie esigenze al mercato, con conseguenti riflessi  negativi sulla concorrenza e la competitività delle piccole medie imprese”.

“E’ dunque evidente – continua Anac – che l’Azienda Trasporti non ha avuto una chiara determinazione del quadro delle esigenze, per valutare le strategie di approvvigionamento, per ottimizzare le risorse, e per controllare le fasi gestionali, ponendosi in contrasto con i più generali principi di buon andamento, economicità ed efficienza dell’azione amministrativa. Insomma, è mancata alla radice un’adeguata programmazione, funzionale a garantire un’efficiente gestione. L’Autorità Anticorruzione conclude sottolineando come risulti “anomalo e non giustificato il susseguirsi di affidamenti mediante procedura negoziata per ‘acquisti di opportunità’, tutti aventi ad oggetto la medesima fornitura in favore dei medesimi soggetti”. Per questo Anac ha chiesto all’Azienda Trasporti di “rimuovere, anche pro futuro, le illegittimità contestate, comunicando all’Autorità gli atti conseguenti”.