Incidenti stradali, nel 2025 le vittime scendono sotto quota 3mila ma aumentano sinistri e feriti
27 LUGLIO 2026
Secondo i dati ACI-Istat pubblicati il 24 luglio, nel 2025 le vittime sulle strade italiane sono scese a 2.868, con una riduzione del 5,3% rispetto all’anno precedente. Per la prima volta dal 2020, il numero dei decessi è quindi tornato sotto quota 3mila. Il quadro resta tuttavia complesso: aumentano sia gli incidenti sia i feriti, mentre crescono le vittime tra ciclisti, utilizzatori di e-bike e monopattini e occupanti di autocarri. Il MIT annuncia nuovi interventi normativi e iniziative di sensibilizzazione, con un’attenzione specifica alla sicurezza delle due ruote.
Per la prima volta dal 2020 meno di 3mila vittime
Il bilancio dell’incidentalità stradale italiana chiude il 2025 con una riduzione significativa dei decessi. Secondo i dati ACI-Istat pubblicati il 24 luglio 2026, le vittime sono state 2.868, il 5,3% in meno rispetto al 2024, pari a 162 morti in meno.
È la prima volta dal 2020 che il numero torna al di sotto della soglia delle 3mila vittime. Anche il tasso di mortalità diminuisce, passando da 51,4 a 48,7 decessi per milione di abitanti.
Il confronto con il 2019, assunto come riferimento per il decennio europeo 2021-2030 sulla sicurezza stradale, mostra una riduzione delle vittime del 9,6%. Il dato segnala un miglioramento, ma resta distante dall’obiettivo europeo di dimezzare entro il 2030 il numero dei morti e dei feriti gravi.
Il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti collega il risultato anche alle modifiche al Codice della strada entrate in vigore nel dicembre 2024. Il ministro Matteo Salvini considera i numeri incoraggianti e li inserisce nel percorso di rafforzamento delle regole, dei controlli e delle campagne di sensibilizzazione.
Il calo dei decessi rappresenta un risultato positivo, ma non consente da solo di attribuire un rapporto causale diretto a una singola riforma normativa. La valutazione degli effetti delle nuove disposizioni richiederà serie storiche più ampie, dati territoriali e analisi differenziate per tipologia di strada, veicolo e comportamento di guida.
Aumentano incidenti e persone ferite
Il miglioramento sul fronte della mortalità non coincide con una diminuzione complessiva dell’incidentalità.
Nel 2025 sono stati registrati 177.207 incidenti con lesioni a persone, in aumento del 2,2% rispetto all’anno precedente. I feriti sono stati 237.822, con una crescita dell’1,7%.
La riduzione delle vittime convive quindi con un aumento della frequenza dei sinistri. Il fenomeno può riflettere diversi fattori: maggiore mobilità, crescita delle percorrenze, tipologie di urto meno letali, miglioramento dei dispositivi di sicurezza e maggiore tempestività dei soccorsi.
Nel 2025 la mobilità è tornata vicino ai livelli precedenti alla pandemia. Sulla rete autostradale le percorrenze sono cresciute dell’1,9%, superando complessivamente gli 86 miliardi di veicoli per chilometro. La crescita è stata del 2% per i mezzi leggeri e dell’1,6% per quelli pesanti.
Anche il costo sociale resta elevato. Gli incidenti con lesioni hanno prodotto nel 2025 un costo stimato di poco superiore a 18 miliardi di euro. Sommando i sinistri con soli danni alle cose, il valore complessivo raggiunge circa 22,6 miliardi.
La sicurezza stradale continua dunque a incidere non soltanto sulla tutela della vita e della salute, ma anche sulla spesa sanitaria, sulla produttività, sui costi assicurativi e sull’organizzazione dei servizi pubblici.
Biciclette e monopattini in controtendenza
La distribuzione delle vittime tra le diverse categorie di utenti mostra andamenti molto differenti.
Diminuiscono i decessi tra gli occupanti delle autovetture, che scendono a 1.125, con una riduzione del 10,1%. Calano anche le vittime tra motociclisti, ciclomotoristi e pedoni. Per questi ultimi i decessi sono stati 419, il 10,9% in meno rispetto al 2024.
La situazione peggiora invece per la mobilità ciclistica e la micromobilità. Le vittime complessive sono state 253, con un aumento del 21,6%:
• 198 ciclisti, in crescita del 20%;
•30 utilizzatori di biciclette elettriche, con un incremento del 50%;
•25 conducenti di monopattini elettrici, in aumento dell’8,7%.
Per il secondo anno consecutivo crescono inoltre i decessi tra gli occupanti degli autocarri, arrivati a 166, con un incremento del 13,7%.
Questi numeri spiegano l’attenzione annunciata dal MIT per le due ruote e per la micromobilità. Il Ministero richiama le recenti modifiche riguardanti i monopattini e la consultazione avviata con associazioni e soggetti rappresentativi in vista di un ulteriore aggiornamento del Codice della strada.
La crescita delle vittime vulnerabili richiede però interventi che non si limitino agli obblighi individuali. Servono infrastrutture coerenti, continuità delle piste ciclabili, attraversamenti protetti, moderazione della velocità e separazione dei flussi nei punti più pericolosi.
Strade urbane, calano i morti ma crescono gli incidenti
Nel 2025 gli incidenti aumentano dell’1,8% sulle strade urbane e del 4,7% su quelle extraurbane. Diminuiscono invece del 2,4% sulle autostrade e sui raccordi.
La mortalità segue un andamento in parte diverso. Sulle strade urbane si registra il calo più consistente, pari al 7,1%, mentre sulle autostrade i decessi aumentano lievemente dello 0,8%.
Il quadro conferma che il semplice numero degli incidenti non è sufficiente per misurare la sicurezza di una rete. Occorre considerare la gravità degli eventi, la velocità di impatto, il tipo di utenti coinvolti e la capacità dell’infrastruttura di ridurre le conseguenze dell’errore umano.
Per i Comuni e per la Polizia locale, i dati urbani assumono un valore operativo. La riduzione dei decessi deve essere accompagnata da una lettura puntuale dei luoghi in cui continuano a concentrarsi investimenti di pedoni, collisioni con biciclette e incidenti con monopattini.
Le statistiche nazionali possono orientare le politiche generali, ma gli interventi più efficaci richiedono l’utilizzo dei dati georeferenziati, l’analisi dei punti neri e il coordinamento tra uffici traffico, lavori pubblici e organi di polizia stradale.
Distrazione, precedenza e velocità tra le cause principali
I comportamenti errati più frequentemente associati agli incidenti restano la distrazione, il mancato rispetto della precedenza, la velocità troppo elevata e le manovre irregolari. Nel complesso rappresentano il 43,1% delle cause rilevate.
La velocità eccessiva, dopo la sosta vietata, è anche la violazione maggiormente sanzionata e costituisce il 37% del totale.
Aumentano le sanzioni per il mancato uso delle cinture e dei sistemi di ritenuta per bambini, mentre rimangono elevate quelle per l’utilizzo improprio di dispositivi elettronici durante la guida. Crescono anche le violazioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti e diminuiscono quelle relative alla guida in stato di ebbrezza.
Nei Comuni capoluogo, le sanzioni ai conducenti di monopattini risultano più che triplicate rispetto al 2024, anche per effetto delle nuove disposizioni.
L’aumento delle contestazioni non dimostra automaticamente una crescita delle condotte illecite: può dipendere anche dall’intensificazione dei controlli e dalla modifica delle norme applicabili. Resta comunque un indicatore della crescente attenzione degli organi di polizia verso la micromobilità.
Il confronto europeo resta sfavorevole all’Italia
Nel 2025 le vittime diminuiscono anche nell’Unione europea, ma con una riduzione più contenuta rispetto all’Italia: il calo medio nell’UE27 è del 2,4%.
Il tasso italiano scende da 51 a 49 vittime per milione di abitanti, mentre la media europea è pari a 43. Nonostante la riduzione annuale, l’Italia si colloca al ventesimo posto nella graduatoria europea della mortalità stradale.
Il confronto mostra che il miglioramento registrato nel 2025 non elimina il divario con i Paesi più sicuri. Per raggiungere gli obiettivi europei sarà necessario rendere strutturale la riduzione e intervenire sulle categorie che mostrano segnali di peggioramento.