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Codice della strada, parte la revisione: confronto al MIT su patenti, sicurezza e mobilità

22 LUGLIO 2026

l MIT ha avviato il confronto con associazioni e categorie per una nuova revisione del Codice della strada. La consultazione punta a raccogliere proposte su semplificazione, digitalizzazione, diritto alla mobilità e sicurezza. Tra i temi illustrati figurano l’eventuale abbassamento a 17 anni dell’età per alcune patenti e la tutela degli utenti vulnerabili.


Una consultazione per aggiornare il Codice della strada
 
 
Si apre una nuova fase di revisione del Codice della strada. Con una nota del 21 luglio 2026, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha comunicato l’avvio di una consultazione pubblica con le principali associazioni e i soggetti rappresentativi dei settori interessati.
 
L’incontro, presieduto dal ministro Matteo Salvini, segna l’inizio della raccolta dei contributi destinati all’aggiornamento della normativa. Ai partecipanti sono state illustrate le modalità attraverso le quali trasmettere osservazioni e proposte puntuali, che saranno successivamente sottoposte alla valutazione del Ministero.
 
La consultazione non produce modifiche immediate alle regole della circolazione. Si tratta di una fase preliminare e istruttoria, dalla quale potranno emergere proposte da tradurre in uno o più provvedimenti normativi. Le disposizioni oggi vigenti continuano quindi ad applicarsi fino all’eventuale approvazione e pubblicazione delle nuove norme.
 
L’obiettivo indicato dal MIT è arrivare a un Codice più chiaro ed efficace, orientato alla semplificazione e alla digitalizzazione e capace di garantire il diritto alla mobilità nel rispetto della sicurezza di tutti gli utenti della strada.
 
Patenti a 17 anni: per ora è una proposta in discussione
 
Tra i temi affrontati durante l’incontro compare l’ipotesi di abbassare a 17 anni il limite di età per il conseguimento delle patenti B e C. La nota ministeriale richiama l’argomento tra i punti sui quali si è aperto il confronto, senza fornire indicazioni sulla futura formulazione della disposizione o sulle condizioni alle quali il nuovo limite potrebbe essere applicato.
 
L’ipotesi deve pertanto essere letta come un tema sottoposto alla consultazione e non come una modifica già approvata. Restano da definire eventuali requisiti, limitazioni, modalità di accompagnamento, percorsi formativi e rapporti con la disciplina europea.
 
La patente B abilita alla guida delle autovetture e di altri veicoli entro i limiti previsti dal Codice, mentre la patente C riguarda veicoli destinati prevalentemente al trasporto di cose. Un intervento sull’età minima, soprattutto per la categoria C, richiederebbe quindi un coordinamento puntuale con la formazione professionale, la sicurezza dei conducenti più giovani e le regole europee sulle patenti.
 
Sicurezza degli utenti vulnerabili al centro del confronto
 
La revisione annunciata dal Ministero riguarda anche la sicurezza degli utenti maggiormente esposti ai rischi della circolazione: pedoni, ciclisti, conducenti di monopattini e motociclisti.
 
Il tema si inserisce in un insieme di iniziative avviate dal MIT nel corso del 2026. A giugno, il Ministero aveva comunicato l’avvio di una task force con i Ministeri dell’Interno e dell’Istruzione per rafforzare le attività di prevenzione, sensibilizzazione e controllo sulla sicurezza stradale. Tra gli interventi richiamati figuravano campagne informative, educazione stradale nelle scuole e verifiche sui tratti maggiormente esposti all’incidentalità.
 
I dati diffusi dal MIT per i primi cinque mesi del 2026 indicavano una riduzione delle vittime rispetto allo stesso periodo del 2025, da 464 a 449. Il Ministero aveva però sottolineato la necessità di proseguire con azioni di controllo e prevenzione, richiamando tra le violazioni più frequenti il superamento dei limiti di velocità, il mancato uso delle cinture e l’utilizzo del cellulare durante la guida.
 
Il nuovo percorso di revisione potrà quindi riguardare non soltanto l’apparato sanzionatorio, ma anche la semplificazione delle procedure, l’efficacia dei controlli e il coordinamento tra infrastrutture, tecnologia e comportamento degli utenti.
 
Monopattini, cresce il numero dei contrassegni
 
Nel corso della consultazione è stato affrontato anche il tema dei monopattini elettrici. Secondo la nota del 21 luglio, i contrassegni rilasciati avrebbero raggiunto quota 160mila, mentre circa 20mila sarebbero ancora in consegna.
 
Il dato segna un incremento rispetto alla rilevazione ufficiale riferita al 30 giugno 2026, quando il MIT aveva comunicato il rilascio di 133.135 contrassegni a livello nazionale. Milano risultava in testa con 33.316 identificativi, seguita da Roma con 27.900.
 
Il sistema di identificazione è stato introdotto in attuazione della riforma del Codice della strada e si basa su un contrassegno personale e non trasferibile. Il decreto ministeriale 6 ottobre 2025, n. 250, ha disciplinato prezzo, emissione, richiesta e rilascio degli identificativi, mentre i successivi atti attuativi hanno regolato il funzionamento della piattaforma telematica e il coinvolgimento degli studi di consulenza automobilistica.
 
La crescita delle registrazioni mostra che la nuova disciplina è entrata nella fase applicativa. Restano però aperte le questioni relative ai controlli, all’effettiva esposizione dei contrassegni, alla copertura assicurativa e alla gestione delle violazioni, temi sui quali il confronto con associazioni, Comuni e operatori potrà fornire indicazioni operative.
 
Semplificazione e digitalizzazione come criteri di revisione
 
Il MIT ha indicato la semplificazione e la digitalizzazione tra gli obiettivi del percorso. Ciò potrebbe tradursi nella revisione di procedure amministrative oggi frammentate, nella maggiore interoperabilità delle banche dati e nella riduzione degli adempimenti ripetitivi per cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni.
 
Per gli organi di polizia stradale e per gli enti locali, l’aggiornamento del Codice potrebbe incidere sulle modalità di accertamento, sulla consultazione dei dati relativi a veicoli e conducenti, sulla notificazione dei verbali e sulla gestione dei procedimenti sanzionatori.
 
La digitalizzazione, tuttavia, non può limitarsi alla sostituzione dei documenti cartacei. Richiede regole chiare sulla qualità dei dati, sull’identificazione degli utenti, sulla protezione delle informazioni personali e sulla responsabilità delle amministrazioni coinvolte.
 
La consultazione rappresenta quindi l’occasione per raccogliere anche le esigenze operative di Comuni, Polizia locale, autoscuole, associazioni degli utenti e operatori del trasporto, che applicano quotidianamente le norme del Codice della strada.