News

Fondo di solidarietà comunale 2026: pubblicato il decreto con criteri e riparto delle risorse

Definite le modalità di distribuzione di 6,89 miliardi di euro tra i Comuni, con conferma del percorso di perequazione basato su capacità fiscali e fabbisogni standard e nuove regole per Roma Capitale

30 LUGLIO 2026

Il DPCM 16 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 27 luglio 2026, definisce i criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale per il 2026, fissandone la dotazione complessiva in 6.887.700.365 euro. Il provvedimento disciplina la distribuzione delle risorse tra i Comuni delle Regioni a statuto ordinario, della Sicilia e della Sardegna, confermando il progressivo rafforzamento dei criteri perequativi fondati sulla differenza tra capacità fiscali e fabbisogni standard.

Perequazione all'85% e correttivi confermati

Per il 2026 l'85% della capacità fiscale perequabile viene utilizzato nel meccanismo di redistribuzione delle risorse, in continuità con il percorso previsto dalla normativa vigente verso la piena perequazione. Restano inoltre confermati i correttivi destinati a contenere le variazioni più significative delle assegnazioni tra un anno e l'altro, le misure di sostegno ai piccoli Comuni con saldo negativo del Fondo e le risorse aggiuntive dedicate alle esigenze di correzione del riparto.

Le novità per Roma Capitale

Tra le principali novità figura l'attuazione della disciplina introdotta dalla legge di bilancio 2026, che esclude Roma Capitale dal meccanismo perequativo ordinario. Il decreto stabilisce infatti gli importi fissi del contributo a carico del Comune per l'alimentazione del Fondo e della quota IMU trattenuta dall'Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento istituisce inoltre un accantonamento di 7 milioni di euro destinato ai conguagli derivanti da eventuali rettifiche e alla compensazione degli effetti prodotti dalla nuova disciplina relativa a Roma Capitale.

Tempi e modalità di erogazione

Le erogazioni del Fondo ai Comuni saranno effettuate dal Ministero dell'Interno in due rate, entro i mesi di maggio e ottobre 2026, mentre le eventuali quote dovute dai Comuni saranno recuperate tramite trattenute sull'IMU da parte dell'Agenzia delle Entrate.

Il provvedimento conferma dunque, per il quinto anno consecutivo, il percorso di avvicinamento alla piena perequazione tra capacità fiscali e fabbisogni standard previsto dalla riforma del federalismo fiscale, mentre la disciplina speciale per Roma Capitale rappresenta il primo banco di prova applicativo delle nuove regole introdotte dalla legge di bilancio 2026 per la Capitale.