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Split payment, verso la proroga fino al 2028: il MEF annuncia il via libera europeo

La Commissione UE ha adottato la proposta di deroga che consentirà all’Italia di mantenere il meccanismo della scissione dei pagamenti oltre il termine del 30 giugno 2026
 
 
 
 

7 LUGLIO 2026

Lo split payment si avvia verso una nuova proroga. Con una nota del 30 giugno il Dipartimento delle Finanze avverte che, in attesa dell’autorizzazione da parte del Consiglio Ue all’applicazione dello Split payment (scissione dei pagamenti) dell’IVA oltre il 30 giugno 2026, i soggetti interessati possono continuare a utilizzare tale meccanismo senza soluzione di continuità anche dopo tale scadenza. La misura, che dovrà ora essere formalmente approvata dal Consiglio dell’Unione europea, dovrebbe estendere l’applicazione dello strumento fino al 31 dicembre 2028.

La richiesta italiana e il via libera della Commissione

Secondo quanto riferito dal MEF, la richiesta di proroga è stata notificata alla Commissione europea il 1° ottobre 2025. In base all’articolo 395 della Direttiva IVA 2006/112/CE, Bruxelles dispone di otto mesi per formulare una proposta di deroga alle regole ordinarie dell’imposta sul valore aggiunto.
La proposta è stata adottata il 17 giugno 2026 e rappresenta un passaggio fondamentale per garantire la continuità di uno strumento che il Governo considera strategico nella lotta all’evasione fiscale.

Perché l’Italia punta ancora sullo split payment

Nella risposta ai quesiti parlamentari, il Ministero ha evidenziato come il regime abbia prodotto risultati positivi sotto diversi profili.
In particolare, lo split payment avrebbe consentito di:
garantire maggiore certezza nell’acquisizione del gettito IVA;
ridurre il rischio di frodi e omissioni nei versamenti;
rafforzare la compliance fiscale degli operatori economici;
integrare efficacemente i controlli con la fatturazione elettronica e gli altri strumenti digitali dell’Amministrazione finanziaria.
Proprio tali risultati hanno motivato la richiesta di una nuova estensione triennale.

Come funziona il meccanismo

Il sistema della scissione dei pagamenti si applica alle cessioni di beni e alle prestazioni di servizi effettuate nei confronti di:
-pubbliche amministrazioni;
-enti pubblici economici;
-fondazioni partecipate;
-società controllate da amministrazioni pubbliche;
-società quotate incluse nell’indice FTSE MIB.
In questi casi il fornitore emette la fattura indicando l’IVA ma senza incassarla, riportando la dicitura “scissione dei pagamenti”.
L’imposta viene invece versata direttamente dal soggetto pubblico committente all’Erario.

Le ricadute per enti pubblici e fornitori

Per le amministrazioni pubbliche non si prevedono modifiche operative rispetto all’attuale disciplina. La proroga garantisce continuità alle procedure contabili già consolidate negli ultimi anni.
Per i fornitori della PA resta invece confermata la necessità di gestire il mancato incasso dell’IVA in fattura, con le conseguenti implicazioni sulla liquidità aziendale, tema che continua a rappresentare uno degli aspetti più dibattuti del sistema.
In attesa della decisione definitiva del Consiglio UE, il quadro appare ormai delineato: lo split payment è destinato a rimanere uno dei principali strumenti di controllo dell’IVA nei rapporti con la pubblica amministrazione almeno fino alla fine del 2028.