Pagamenti della PA più rapidi: archiviata la procedura UE sui ritardi commerciali
Migliorano gli indicatori dei Comuni, ma restano forti differenze territoriali e organizzative
26 MAGGIO 2026
Migliorano i tempi di pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione italiana. I dati pubblicati dalla Ragioneria generale dello Stato relativi alle fatture ricevute nel 2025 confermano un’accelerazione nei pagamenti, frutto delle misure organizzative e normative introdotte negli ultimi anni, anche nell’ambito del PNRR.
Il risultato più significativo è arrivato il 29 aprile 2026, quando la Commissione europea ha archiviato la procedura d’infrazione n. 2014/2143 aperta contro l’Italia per la violazione della direttiva europea sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali.
Nel 2025 pagati oltre 207 miliardi di euro
Secondo i dati della RGS:
-nel 2025 le PA hanno ricevuto circa
30,8 milioni di fatture commerciali;
-per un valore complessivo di quasi
216 miliardi di euro;
-i pagamenti registrati sulla PCC hanno raggiunto
207,8 miliardi, pari al
96,2% del dovuto.
In miglioramento anche i tempi medi ponderati di pagamento:
–
33,7 giorni per le fatture 2023;
–
29,9 giorni nel 2024;
–
27,2 giorni nel 2025.
Parallelamente cresce l’anticipo medio rispetto alla scadenza delle fatture, con un tempo medio di ritardo passato da:
-12,5 giorni nel 2023;
a
-16,1 giorni nel 2025.
Comuni in miglioramento
Particolarmente positivi i risultati del comparto degli enti locali.
Il tempo medio ponderato di pagamento dei Comuni e degli altri enti territoriali scende infatti:
-da
30,7 giorni nel 2023;
-a
26,2 giorni nel 2024;
-fino a
23,3 giorni nel 2025.
Migliora anche il tempo medio di ritardo:
-da
-4,6 giorni;
-a
-8,2 giorni.
Cresce inoltre la quota di pagamenti effettuati entro i termini:
–
76,2% nel 2023;
–
81% nel 2024;
–
82,9% nel 2025.
Restano criticità
Nonostante i progressi, persistono situazioni problematiche.
Circa:
–
1.800 Comuni registrano ancora tempi medi superiori a 30 giorni;
-oltre
580 enti superano i 60 giorni;
-circa
1.200 Comuni non raggiungono il target PNRR del 95% di pagato sul dovuto.
Tra i principali fattori critici viene indicata la persistente incertezza sui trasferimenti finanziari statali e regionali, che limita la capacità programmatoria degli enti locali.
La sfida: consolidare i risultati
L’archiviazione della procedura europea rappresenta un passaggio importante, ma non definitivo.
Secondo le indicazioni emerse dai dati RGS, sarà necessario:
-consolidare le innovazioni organizzative introdotte;
-rafforzare il monitoraggio tramite PCC;
-migliorare la tempestività dei trasferimenti finanziari;
-ridurre le differenze tra enti virtuosi e amministrazioni in ritardo.
Per i Comuni si apre quindi una nuova fase: mantenere strutturali i miglioramenti raggiunti ed evitare il rischio di un ritorno ai ritardi cronici del passato.