Oneri amministrativi, relazione 2025: bilancio ancora incompleto
Difficoltà nella quantificazione e applicazione parziale del principio “one in, one out”: il sistema di compensazione non è ancora pienamente operativo
3 APRILE 2026
Pubblicata la relazione 2025 sugli oneri amministrativi prevista dallo Statuto delle imprese. Il documento evidenzia un quadro ancora parziale: nonostante l’invio dei dati da parte delle amministrazioni, persistono criticità nella quantificazione e nell’applicazione del meccanismo di compensazione. Il sistema di monitoraggio resta incompleto e necessita di un rafforzamento metodologico e operativo.
Il bilancio degli oneri: funzione e quadro normativo
È stata pubblicata il 31 marzo 2026 la relazione annuale sul bilancio degli oneri amministrativi, prevista dall’art. 8, comma 2-bis, della legge n. 180/2011 (Statuto delle imprese). Il documento raccoglie i dati trasmessi dalle amministrazioni statali in merito agli oneri introdotti ed eliminati nel corso del 2025.
Il sistema si fonda su un principio di equilibrio regolatorio: ogni nuovo onere dovrebbe essere compensato dall’eliminazione di oneri equivalenti, secondo una logica riconducibile al modello “one in, one out”, volto a contenere il carico burocratico su imprese e cittadini.
Obiettivi: qualità della regolazione e riduzione della burocrazia
Il bilancio degli oneri non ha una funzione meramente ricognitiva, ma si inserisce nelle politiche di
better regulation, con tre finalità principali:
migliorare la
qualità della normazione;
responsabilizzare le amministrazioni nella
misurazione degli impatti;
garantire l’equilibrio tra oneri introdotti ed eliminati.
Si tratta, dunque, di uno strumento potenzialmente strategico per la semplificazione amministrativa e la competitività del sistema economico.
Il contesto europeo: verso modelli più stringenti
A livello europeo, il principio “one in, one out” è stato formalizzato nel 2021 nell’ambito della Better Regulation Agenda. Tuttavia, l’applicazione avviene in modo flessibile e integrato con altri strumenti, come l’analisi di impatto della regolazione (AIR) e le valutazioni ex post.
A livello internazionale, alcuni ordinamenti hanno adottato modelli più incisivi (come “one in, two out”), segnalando una tendenza crescente verso politiche più aggressive di riduzione degli oneri.
I dati 2025: un quadro ancora parziale
Nonostante tutte le amministrazioni abbiano trasmesso le relazioni richieste, il quadro complessivo del 2025 risulta ancora incompleto e difficilmente quantificabile.
In particolare emergono:
-assenza di una quantificazione sistematica degli oneri;
-disallineamenti tra dati AIR e bilanci trasmessi;
-segnalazioni di oneri non rilevati da parte delle associazioni di categoria;
-difficoltà applicative delle metodologie di calcolo.
Il risultato è l’impossibilità di determinare un saldo complessivo attendibile tra oneri introdotti ed eliminati.
Disomogeneità tra amministrazioni
Il comportamento delle amministrazioni risulta fortemente eterogeneo:
-alcune hanno fornito dati completi e strutturati;
-altre hanno trasmesso informazioni parziali;
-diverse hanno dichiarato l’assenza di nuovi oneri.
Solo una quota limitata risulta in grado di supportare una valutazione piena, evidenziando una
applicazione non uniforme del sistema.
Le criticità strutturali del sistema
La relazione individua alcune debolezze ricorrenti:
-la misurazione degli oneri avviene spesso
ex post, senza incidere sulla fase decisionale;
-manca integrazione con strumenti fondamentali come AIR e VIR;
-carenze metodologiche e di competenze tecniche;
-sovrapposizione normativa tra diverse disposizioni dello Statuto delle imprese.
Questi elementi limitano l’efficacia del bilancio come strumento reale di semplificazione.
Le prospettive: digitalizzazione e integrazione
Per superare le criticità, vengono indicate alcune direttrici di riforma:
-semplificazione del quadro normativo;
-maggiore integrazione con AIR e valutazioni ex post;
-sviluppo di strumenti digitali per la misurazione degli oneri;
-utilizzo di tecnologie avanzate, incluse soluzioni basate su intelligenza artificiale.
L’obiettivo è trasformare il sistema in uno strumento realmente operativo e non meramente formale.
Conclusioni
Il bilancio degli oneri amministrativi rappresenta una leva essenziale per la qualità della regolazione. Tuttavia, la relazione 2025 conferma che il sistema italiano è ancora in una fase di
attuazione incompleta.
La sfida è passare da un adempimento burocratico a un vero
strumento di governo della regolazione, capace di incidere concretamente sulla riduzione degli oneri e sul miglioramento della competitività.