Oneri amministrativi, pubblicata la relazione 2025: sistema ancora incompleto
Il bilancio evidenzia criticità nella quantificazione e conferma la necessità di rafforzare gli strumenti di semplificazione
2 APRILE 2026
Pubblicata la relazione annuale sugli oneri amministrativi introdotti ed eliminati nel 2025. Il documento evidenzia un quadro ancora parziale, con difficoltà nella quantificazione e nella piena applicazione del meccanismo di compensazione previsto dallo Statuto delle imprese.
Il quadro normativo e la funzione del bilancio degli oneri
È stata pubblicata il 31 marzo 2026 la relazione complessiva sul bilancio degli oneri amministrativi relativi al 2025, prevista dall’art. 8, comma 2-bis, della legge n. 180/2011 (Statuto delle imprese). Il documento, predisposto dal Dipartimento della funzione pubblica, raccoglie e sistematizza le informazioni trasmesse dalle amministrazioni statali sugli oneri introdotti o eliminati nell’anno precedente .
Il sistema si fonda su un principio di equilibrio: ogni nuovo onere amministrativo dovrebbe essere compensato dall’eliminazione di oneri equivalenti, secondo una logica riconducibile al modello “one-in, one-out”, volto a evitare un incremento del carico burocratico complessivo.
Finalità: controllo, compensazione e qualità della regolazione
La relazione non ha una funzione meramente descrittiva, ma risponde a tre obiettivi fondamentali:
-responsabilizzare le amministrazioni nella misurazione degli oneri;
-garantire che gli oneri introdotti non superino quelli eliminati;
-attivare, in caso contrario, meccanismi di compensazione normativa.
Si inserisce così nel più ampio quadro delle politiche di better regulation, orientate a migliorare la qualità della normazione e a ridurre gli adempimenti burocratici a carico di imprese e cittadini
Il contesto europeo e internazionale
Il documento evidenzia come il bilancio degli oneri rappresenti uno strumento ormai diffuso nei principali ordinamenti, con modelli evoluti che vanno oltre il semplice conteggio numerico delle norme.
A livello europeo, il principio “one-in, one-out” è stato formalizzato nel 2021 nell’ambito delle politiche di Better Regulation, ma viene applicato con un approccio prudente e integrato con altri strumenti, quali l’analisi di impatto della regolazione (AIR) e le valutazioni ex post.
L’esperienza internazionale mostra tuttavia modelli più incisivi (ad esempio “one-in-two-out” o “one-in-ten-out”), evidenziando come il tema della riduzione degli oneri sia sempre più centrale nelle politiche di competitività.
I risultati del 2025: dati incompleti e criticità strutturali
Nonostante tutte le amministrazioni abbiano trasmesso le proprie relazioni, il quadro complessivo del 2025 risulta ancora incompleto e non pienamente quantificabile.
In particolare, emergono criticità rilevanti:
-mancanza di una quantificazione completa degli oneri in molti provvedimenti;
-disallineamenti tra relazioni AIR e bilanci trasmessi;
segnalazione, da parte delle associazioni imprenditoriali, di oneri non rilevati;
-difficoltà metodologiche nell’applicazione delle linee guida.
Di conseguenza, non è stato possibile determinare un saldo complessivo affidabile degli oneri amministrativi, limitando l’efficacia dello strumento di monitoraggio.
Il quadro delle amministrazioni
Dal punto di vista operativo, il documento evidenzia una situazione eterogenea:
-alcune amministrazioni hanno fornito dati completi;
-altre hanno trasmesso informazioni parziali;
-numerosi dicasteri hanno dichiarato di non aver introdotto né eliminato oneri.
Solo una parte limitata delle amministrazioni è risultata in grado di fornire elementi sufficienti per una valutazione compiuta, confermando una disomogeneità applicativa del sistema.
Le principali criticità del sistema
La relazione individua alcune problematiche strutturali:
-la misurazione degli oneri avviene spesso ex post, e non come strumento di supporto alla decisione normativa;
-manca una piena integrazione tra bilancio degli oneri e strumenti di analisi (AIR e VIR);
-si registrano carenze di competenze tecniche nella quantificazione;
la duplicazione tra art. 7 e art. 8 dello Statuto delle imprese genera complessità operative.
Tali elementi riducono l’efficacia del bilancio degli oneri come leva di semplificazione.
Le prospettive di riforma
Alla luce delle criticità emerse, il Dipartimento della funzione pubblica propone alcune linee di intervento:
-integrazione e semplificazione del quadro normativo;
-maggiore utilizzo di strumenti digitali e automatizzati per la misurazione degli oneri;
-rafforzamento del collegamento con AIR e valutazioni ex post;
-miglioramento della trasparenza e accessibilità dei dati.
In particolare, viene sottolineato il ruolo della digitalizzazione e dell’uso di tecnologie avanzate (anche di intelligenza artificiale) per rendere il sistema più efficiente e affidabile
Conclusioni
Il bilancio degli oneri amministrativi si conferma uno strumento strategico per la qualità della regolazione, ma la relazione 2025 evidenzia come il sistema italiano sia ancora in una fase di maturazione incompleta.
La sfida principale resta quella di trasformare questo adempimento da esercizio formale a strumento effettivo di governo della regolazione, capace di incidere concretamente sulla riduzione della burocrazia e sul miglioramento della competitività del sistema Paese.