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Professionisti con debiti fiscali, stratta sui compensi pubblici

La manovra estende il blocco dei pagamenti: stop agli emolumenti finanziati con risorse statali per chi è irregolare con il Fisco
 
 
 
 

15 DICEMBRE 2025

La manovra di Bilancio 2026 si arricchisce di una misura destinata a far discutere. Con un emendamento governativo depositato in commissione Bilancio al Senato e già bollinato dalla Ragioneria generale dello Stato, il Governo rafforza e amplia il blocco dei pagamenti ai professionisti con debiti fiscali. Non solo non viene allentata la stretta prevista nel disegno di legge, ma l’ambito di applicazione viene esteso a tutti gli emolumenti riconducibili a incarichi finanziati con risorse pubbliche, anche quando il pagamento non transita direttamente da una pubblica amministrazione.

Stop ai compensi per incarichi finanziati dallo Stato

La nuova formulazione prevede che, a partire dal 2026, ogni pagamento a favore di professionisti autonomi – commercialisti, avvocati, ingegneri, architetti, notai – sia preceduto da una verifica fiscale. In presenza di debiti non onorati verso l’Erario, il compenso viene bloccato.
La norma si applica a tutti i tipi di incarico, dalle consulenze ai progetti tecnici, fino alla rappresentanza legale in giudizio, e riguarda anche gli emolumenti corrisposti da soggetti diversi dalla Pa, purché a carico dello Stato. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la fedeltà fiscale e contributiva dei lavoratori autonomi, utilizzando la leva dei pagamenti pubblici come strumento di compliance.
La misura, tuttavia, è destinata ad alimentare il confronto con le categorie professionali, che segnalano il rischio di paralisi dei rapporti contrattuali e di esclusione dal mercato pubblico per situazioni debitorie non sempre definitive o contestate.

Sanità, Isee e coperture: le altre correzioni alla manovra

Nel pacchetto di emendamenti trovano spazio anche altre novità rilevanti. È previsto un rafforzamento della banca dati Isee, con l’integrazione delle informazioni dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente e dell’Aci. Sul fronte sanitario, viene introdotto un sistema di audit per le Regioni che non rispettano i livelli essenziali di assistenza (Lea): chi non raggiunge la soglia minima nelle macroaree di prevenzione, assistenza territoriale e ospedaliera sarà sottoposto a monitoraggio rafforzato per due anni.
Sul piano fiscale, il Governo conferma il ripristino della Participation Exemption per i dividendi fino al 5% o 500mila euro e ne estende l’applicazione alle plusvalenze dal 2026. Arriva inoltre l’accordo-bis con banche e assicurazioni, che contribuiranno con 600 milioni in due anni, insieme all’aumento selettivo dell’Irap.
Una manovra, dunque, che punta a rafforzare i conti pubblici, ma che scarica sugli operatori economici e sui professionisti una quota significativa dell’aggiustamento.