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Milleproroghe 2026: la bozza del decreto che approda oggi in Consiglio dei ministri

Nel testo al vaglio del Governo sono contenute nuove scadenze e rinvii: ecco le principalità novità per le Pubbliche Amministrazioni
 

11 DICEMBRE 2025

È disponibile la bozza del Decreto Milleproroghe 2026 entrata nella riunione preparatoria del Consiglio dei ministri ed attesa all’esame del Cdm nella seduta odierna. Si apre così il consueto cantiere di fine anno con cui il Governo interviene per prorogare scadenze, rinviare l’operatività di norme e garantire continuità a numerosi procedimenti amministrativi e settori regolati.
Come da tradizione, il Milleproroghe si presenta come un provvedimento omnibus: un unico decreto legge che accorpa una pluralità di termini e adempimenti destinati altrimenti a essere affrontati singolarmente, offrendo a Ministeri, Enti territoriali e operatori un quadro temporale aggiornato entro cui programmare attività e risorse.
 
In particolare, tra le disposizioni di maggiore interesse, ad esito di una prima lettura, segnaliamo:
– Art. 1 (Proroga di termini nelle materie di interesse della Presidenza del Consiglio dei ministri): Comma 9 – Sospensione dei termini prescrizionali per gli obblighi contributivi in favore dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche; Comma 11 – Proroga regime sanzionatorio per il mancato pagamento nei termini dei contributi previdenziali e assistenziali da parte delle pubbliche amministrazioni;
 
– Art. 3 (Proroga di termini in materie di competenza del Ministero dell’economia e delle finanze): Comma 1 – Proroga relativa al testo unico delle sanzioni tributarie amministrative e penali; Comma 2 – Proroga relativa al testo unico dei tributi erariali minori; Comma 4 – Proroga relativa al testo unico in materia di versamenti e riscossione; Comma 5 -Proroga relativa al testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e altri tributi indiretti; Comma 8 – Proroga del termine per la presentazione all’Agenzia del demanio delle istanze di regioni, comuni, province e città metropolitane per il trasferimento in proprietà, a titolo gratuito, dei beni immobili del demanio storico artistico o del patrimonio disponibile dello Stato interessati da progetti di riqualificazione finanziati, o da finanziare, in tutto o in parte, con risorse PNRR, PNC o PNIEC.
 
Trattandosi di una bozza, sono possibili ulteriori modifiche al testo prima dell’approvazione da parte dell’Esecutivo.