Legge di Bilancio 2026: manovra da 4,1 miliardi tra riduzione IRPEF, investimenti e sostegni sociali
Nel dossier parlamentare emergono i cardini dell’intervento: crescita moderata, pressione sui conti e nuove regole europee sulla spesa netta
5 DICEMBRE 2025
La Legge di Bilancio 2026 entra nel vivo con la pubblicazione del dossier parlamentare che ricostruisce effetti, priorità e quadro macroeconomico della manovra. Il provvedimento – che muove 4,1 miliardi sul saldo netto da finanziare nel 2026 – si colloca in una fase di crescita contenuta (PIL +0,7% nel 2026) e di debito stabile sopra il 137% del PIL. Sullo sfondo, le nuove regole della governance europea che vincolano l’Italia al rispetto del percorso di spesa netta previsto nel Piano strutturale di bilancio.
La manovra: taglio dell’IRPEF, sostegni alle famiglie e spinta agli investimenti
Secondo il dossier, la prima sezione della manovra concentra gli interventi fiscali e di spesa. La misura di maggior impatto è la
riduzione dal 35% al 33% della seconda aliquota IRPEF, con un costo stimato di
2,9 miliardi nel 2026, accompagnata da un meccanismo che sterilizza il beneficio per i redditi oltre i 200mila euro. Accanto al taglio dell’IRPEF, il Governo rifinanzia la
Carta “Dedicata a te” (500 milioni), incrementa il fondo per l’inclusione e rafforza le pensioni minime per i soggetti più fragili.
Sul versante imprese, spiccano il
credito d’imposta per la ZES unica (2,3 miliardi nel 2026) e la nuova Sabatini. In campo sanitario, cresce di
2,4 miliardi il finanziamento del SSN, anche per sostenere i rinnovi contrattuali.
Equilibri di finanza pubblica e rimodulazioni: il peso della seconda sezione
La seconda sezione – quella contabile – evidenzia
865 milioni di minori spese nel 2026, risultato di rifinanziamenti, definanziamenti e riprogrammazioni. Tra gli interventi principali si segnala il robusto rafforzamento delle risorse per
RFI e ANAS, il fondo emergenze e i programmi di ricostruzione nei territori colpiti da calamità (oltre 400 milioni).
In parallelo, la manovra recepisce gli impatti della rimodulazione del
PNRR, che contribuisce positivamente agli equilibri per circa
493 milioni nel 2026.
Conclusione
Una manovra prudente, costruita sotto il vincolo europeo della spesa netta e orientata a tre assi:
alleggerimento fiscale, sostegno ai redditi più deboli e impulso agli investimenti strategici. Per enti territoriali, imprese e famiglie, il 2026 si annuncia un anno di transizione verso la nuova cornice di bilancio pluriennale imposta dalla governance UE.