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Il Comune deve pronunciarsi sull’istanza per la repressione di abusi edilizi presentata dal proprietario dell’immobile confinante

Il Comune ha l’obbligo di rispondere, alla domanda con la quale il proprietario di un immobile chiede di adottare gli atti di accertamento delle violazioni in materia di edilizia

10 MARZO 2023

Di Valeria Tarroni

Il Comune ha l’obbligo di rispondere con un provvedimento espresso, alla domanda con la quale il proprietario di un immobile limitrofo a quello interessato da un abuso edilizio, chiede di adottare gli atti di accertamento delle violazioni e i conseguenti provvedimenti repressivi in materia edilizia.
 
Ne deriva che a fronte del  silenzio serbato dall’amministrazione sull’istanza, in presenza delle condizioni della legittimazione e dell’interesse al ricorso, è consentito all’interessato di ricorrere avverso il silenzio del Comune.
 
In tal senso si è pronunciato il TAR Calabria – Reggio Calabria, Sez. I, sentenza 27/2/2023 n. 203 che ha accolto il ricorso e dichiarato l’illegittimità del silenzio serbato dall’amministrazione comunale sull’istanza volta ad accertare abusi edilizi nella costruzione di immobili adiacenti alla proprietà dei ricorrenti ed ordinato alla stessa di provvedere in maniera espressa sull’istanza entro e non oltre il termine di giorni trenta dalla comunicazione o notificazione della sentenza. 
 
Il testo della sentenza è visualizzabile sul sito: https://www.giustizia-amministrativa.it