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Rifiuti, ARERA riconosce i costi dell'emergenza Coronavirus

ARERA rende note le modalità con le quali intende modificare il metodo tariffario rifiuti (delibera n. 443/2020) per tener conto degli effetti della situazione emergenziale, sia con riferimento ai costi che alle entrate

27 MAGGIO 2020

Con il documento posto in consultazione n. 189/2020, pubblicato oggi, ARERA rende note le modalità con le quali intende modificare il metodo tariffario rifiuti (delibera n. 443/2020) per tener conto degli effetti della situazione emergenziale, effetti che si registrano sia con riferimento ai costi che alle entrate. I termini sono ovviamente stringenti, visto che le delibere tariffarie devono essere approvate entro il prossimo 31 luglio: le osservazioni devono pervenire entro il 10 giugno e la delibera dell'Autorità sarà approvata entro il 30 giugno. In dettaglio, lo scopo è quello di individuare le regole da applicare per garantire la copertura degli oneri derivanti dalle riduzioni previste nella propria delibera n. 158/2020 che, si ricorda, sono in parte obbligatorie e in parte facoltative.

L'Autorità rileva che i gestori hanno registrato mediamente un aumento dei costi, derivanti da oneri di sanificazioni, raccolte straordinarie ed altro, sebbene vi sia stata una contrazione del quantitativo dei rifiuti raccolti. D'altro canto, si rileva anche una contrazione dei ricavi derivanti dalla valorizzazione dei materiali destinati a riciclo, in ragione dei minori conferimenti da raccolta differenziata. L'orientamento è comunque quello di riconoscere un incremento dei costi non superiore al 6,7%.
Cambia, quindi, anche se temporaneamente, il criterio dei costi effettivi risultanti da fonti contabili obbligatori di due anni antecedenti a quello di riferimento, prevedendo ora l'inserimento non solo di costi previsionali ma anche di costi prima non contemplati, come quelli relativi alle riduzioni previste nella delibera n. 158/2020.